Ciao ragazze!

Iniziamo la settimana con un altro “post-riflessione”, questa volta basato sul nuovo spot Pantene trasmesso nelle Filippine; come per Dove Real Beauty Sketches, anche in questo caso l’azienda ha investito su questa pubblicità per puntare il riflettore su un messaggio importante, ovvero le etichette che quotidianamente vengono imposte alle donne (e che a volte ci imponiamo da sole).

È interessante notare che si parla di stereotipi legati al mondo del lavoro, tasto dolente per moltissime ragazze che ai colloqui si sentono ancora porre domande “politicamente scorrette” come “è sposata?”, “convive?”, o la peggiore di tutte, “vuole avere figli?”. Poco importa se chiedere queste informazioni è moralmente (e penso anche legalmente, correggetemi se sbaglio) vietato, noi donne veniamo spesso etichettate in base al nostro ruolo sociale, ancora prima di poter dimostrare il nostro valore professionale! Personalmente non ho dovuto subire questo trattamento, perché ho la fortuna di lavorare per conto mio, aiutata da Claudio, ma ho sentito troppe storie di amiche e conoscenti per non sentirmi comunque coinvolta da questa problematica!

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Una visione alternativa di Biancaneve hehe

Tornando alla nostra pubblicità, vi traduco le parole che compaiono sullo schermo, per chi non masticasse bene l’inglese 🙂 In generale si tratta della stessa situazione etichettata in modi diversi a seconda che a compiere l’azione sia un uomo o una donna:

-Riunione di lavoro, l’uomo è “boss”, capo, la donna è “bossy”, dispotica; conferenza, l’uomo è persuasivo, la donna è assillante; lavoro fino a tardi, l’uomo è dedicato, la donna è egoista perché non si occupa della famiglia; prendersi cura del corpo per l’uomo è segno di pulizia, per la donna di vanità; l’uomo elegante, ben vestito e sicuro di sé è raffinato, la donna è “una che se la tira”. La frase finale, invece, è un monito per le donne: “non fatevi trattenere dalle etichette, siate forti e brillate”. Ovviamente quest’ultimo è un riferimento ai prodotti Pantene, che lasciano i capelli forti e luminosi, ma non è questo l’aspetto che ci interessa.

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A me questo spot piace, perché è semplice, breve, ma mostra delle verità che sono sotto i nostri occhi; certo, si potrebbero aprire discussioni infinite sul senso di queste pubblicità alternative, che trasmettono messaggi importanti e buoni sentimenti, come se fossero progettate per diffondersi in modo virale (mentre scrivo questo post lo spot è stato visto più di 21 milioni di volte!), ma non saprei neanche io più di tanto cosa dire, perché il risultato è comunque un minuto di riflessione, che non fa mai male! Poi va bè, non dobbiamo dimenticarci che in fondo lo scopo principale della Pantene (ma anche di Dove) è pur sempre vendere, ma preferisco una pubblicità così, magari più velata, a molte altre che non fanno altro che urlarci in faccia “compra il mio prodotto!”

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Scorrendo la pagine dei commenti sotto il video ho notato che in molti criticano lo spot perché non ha niente a che fare con la cura dei capelli. Io, invece, la vedo in modo diverso, cioè allo stesso modo in cui interpreto questo blog: parlare di donne, bellezza e cura del corpo non vuol dire solo recensire rossetti e fondotinta, ma occuparsi della questione a 360 gradi, dedicandosi a tutti gli argomenti che in qualche modo possono riguardare l’universo femminile, che si tratti di palestra, moda, cibo, autostima e, perché no, frivolezza.

Ragazze, voi cosa ne pensate di questi spot “di buoni sentimenti”? Vi colpiscono o preferite le pubblicità classiche? Ed entrando più sul personale, la questione sollevata dalla Pantene sugli stereotipi di genere vi ha mai riguardate in prima persona? Un bacio bellezze!