Ciao ragazze!!

Oggi vi mostro un video che, in parte, era diventato virale online alla fine dell’anno e che ora è stato in qualche modo “aggiornato“. Parlo del video di cut.com che in un minuto mostra l’evoluzione dello stile dal punto di vista beauty (trucco e capelli) dagli anni ’10 del ‘900 a quelli del 2000. Perchè, se non ve ne ho parlato prima, lo faccio adesso?

Beh perché la nuova versione, che ha voluto paragonare gli stili delle ragazze bianche a quelli delle ragazze nere, mi sembra molto più interessante!

_____cliomakeup_cut.com_video_beauty in un minuto

Pronte per qualche curiosità sulla storia dello stile e di qualche considerazione? Allora si parte!

___cliomakeup_anni20_occidentale

Sono sicura che molte di voi avranno già visto il video a cui mi riferisco: una ragazza viene truccata e acconciata in modo da rappresentare il canone di bellezza degli anni ’10, poi ’20, ’30 e così via fino agli anni ’10 del 2000, che stiamo vivendo adesso.

Se avete studiato bene la serie di post che avevo dedicato a ognuno di questi periodi (a fine post interrogo eh, ahahha!), nulla di nuovo: labbra a cuore per gli anni ’20, “victory rolls” per gli anni ’40, colori sgargianti negli anni ’80, fino alle onde morbide da Victoria’s Sectret dei giorni nostri.

___cliomakeup_2010_selfieCon tanto di contouring, selfie e duckface

Ma, ma, ma… siamo sicure che sia finita qui? O ci siamo perse qualcosa? Beh, pare proprio che qualcosa ci siamo perse, e i creatori del video ne hanno pubblicata un’altra versione. Sta volta, la protagonista è una ragazza afroamericana e, cosa più interessante di tutte, cut.com ha ben pensato di mettere i due stili a confronto. Ecco il risultato (dura meno di 60 secondi):

Molto interessante non trovate? Dopo aver visto il video ho cercato di individuare i periodi nei quali la comunità nera si è sentita più indipendente in campo beauty.

____cliomakeup_cut.com_100 beauty_80s

Può sembrare una “conquista” frivola, quella di un’autonomia dal punto di vista di canoni della bellezza, ma dal momento che la prima discriminazione avviene proprio a livello “visivo” (in primis, il colore della pelle) penso che trovare una sicurezza e un modello che non sia quello banalmente occidentale e bianco sia davvero molto più importante di quanto non si possa immaginare in un primo momento.

Lupita_cliomakeup_glamourLupita Nyong’o, eletta nel 2014 la donna più bella del mondo, è una vera icona di bellezza sia per le ragazze di colore che per le occidentali. Il suo non essersi conformata allo stile “Hollywood” la rende quasi unica nel suo genere e sembra che grazie a lei si stiano ancora facendo degli importanti passi avanti per una vera emancipazione, anche nel “beauty”. 

Sia per quanto riguarda lo stile della ragazza bianca del video (che si chiama Nina) che per la ragazza (Marshay) della “risposta black”, non è difficile riconoscere, dietro la capigliatura o il trucco, una star o una qualche icona del passato:

____cliomakeup_50s_marilyn style

Marilyn MonroeTrovate le differenze!

Cosa significa questo? Beh, esattamente quello che una ragazza ha commentato sotto il video originale: #RepresentationDoesMatters. Ovvero, essere rappresentate conta, o addirittura fa la differenza.

Ecco, allora le icone di bellezza non sono solo delle soubrette qualunque, ma in quanto “personaggi pubblici” hanno davvero una grande influenza, al punto da avere anche molta responsabilità verso chi, inevitabilmente, vanno a rappresentare e verso cui esercitano il loro potere di “modello da imitare”.

___Cliomakeup_90s_alicia keys style

Alicia Keys - You Dont Know My Name 1

Come avrete visto, nel corso del video, lo stile di Marshay acquista pian piano identità e maturità, ma in determinate epoche cerca di avvicinarsi molto allo stile di Nina.

___anni'30___cliomakeup_black-white beauty comparison

___cliomakeup_black:white beauty comparison

Ma anche quell’imitazione è stata, all’inizio, una “conquista“: negli gli anni ’10, per esempio, dove la comunità nera aveva ancora davanti a sé molti anni di lotta per propri diritti (la schiavitù era stata bandita ufficialmente solo nel 1865), lo stile è quello pulito e ordinato di qualcuno che probabilmente non poteva che permettersi di prestare servizio in una casa (abitata magari da una ragazza bianca con fluenti boccoli).

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E’ poi grazie alla musica che si inizia a vedere qualche cambiamento: negli anni ‘20 infatti si diffonde la musica Jazz, il Blues non è solo più un canto da lavoro e si suona anche in alcuni locali un po’ all’avanguardia. Risultato? Stile Gatsby anche per Marshay!

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…E sappiamo che Gatsby non è certo un’icona nera!! Ma lo è stata invece Bessie Smith, in quegli anni considerata “l’Imperatrice del Blues”. E aveva stile da vendere, non trovate? In quel caso, allontanarsi dallo stile “afro” che aveva contraddistinto gli schiavi, sembrava ovviamente un modo per sentirsi parte integrante della società!

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Il post continua nella prossima pagina!